CAMMINO DI LUCE
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@copyright 2022
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Il mio viaggio
LA SOGLIA
Il viaggio che ha aperto una ulteriore porta dentro di me
A volte esistono luoghi che non si visitano. Si ricordano.
Quando ho messo piede in Terra Santa, ho capito che non stavo partendo.
Stavo tornando.
Questo viaggio è stato per me una soglia, un passaggio che ha riportato alla luce memorie antiche, emozioni profonde, e un dolore spirituale che non avevo ancora attraversato fino in fondo.
Ho deciso di raccontarlo, non perché parli di me, ma perché forse, leggendo, riconoscerai qualcosa di tuo.

La chiamata
Tutto ebbe inizio con una richiesta del mio amato Maestro Salomone.
Con infinita dolcezza e sapienza, mi disse che era tempo di tornare in Terra Santa.
Poco dopo, trovai un tour dal nome eloquente: “I viaggi di Re Salomone”.
Fu una sincronicità limpida.
Persino un cliente, all’improvviso, decise di saldare una vecchia parcella: così, la partenza fu meno problematica.

I segni lungo la strada
Dal primo momento, fui accompagnata da una presenza amorevole.
Una luce si accendeva in pullman senza motivo.
In una visualizzazione vidi tre Maestri donarmi tre simboli:
una colomba, per portare pace al mio cuore
della polvere d’oro, per purificare i canali
piume bianche, per ricordarmi l’innocenza
E tutto ciò che vidi in visione, accadde poi anche nella materia.










































































































































































































































































































































































































































































































































Il mistero delle fotografie
In diverse tappe, soprattutto sul Lago di Tiberiade, cominciai a notare anomalie.
Foto identiche scattate a un secondo di distanza… ma con uno sfondo che scompare.
Quando lo mostrai al mio fotografo, mi disse soltanto:
“Non ti stupire. In quei luoghi può accadere di tutto.”





















































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































Gerusalemme
All’ingresso della Basilica, la luce esplodeva nelle immagini.
Una colomba, che sembra disegnata, usciva da una finestra chiusa.
Io non me ne ero nemmeno accorta. Lo fece una mia amica, giorni dopo.
E allora capii: tutti i simboli ricevuti in meditazione mi erano stati donati anche nella materia.



La pietra dell’unzione
Il momento più profondo fu quando, nella Basilica, toccai la pietra.
Ebbi una visualizzazione: ero in una stradina, seguivo Gesù,
e poi lo vidi disteso su questa pietra, e urlai dentro:
“Perché lo avete ucciso così? Perché così tanto dolore?”
Quando tornai in me, piangevo così tanto da dover essere accompagnata fuori.
Solo allora compresi che portavo dentro un dolore antico, mai guarito.

La comprensione
Compresi che non avevo mai perdonato chi gli aveva fatto del male.
E che la mia Anima non aveva ancora lasciato andare quella sofferenza.
Ma ora era tempo.
Era tempo di restituire quel peso alla luce, e trasformarlo in amore.

Il ritorno e l’integrazione
Al mio ritorno, fui chiamata a un lavoro profondo.
Un’elaborazione potente di tutto ciò che era emerso.
Compresi il senso del viaggio.
Compresi che i miei Maestri mi avevano guidata lì per guarire.
E che ogni compagno di viaggio era parte di quel disegno.

Gratitudine
Questo viaggio ha segnato una svolta irreversibile nel mio cammino.
Mi ha ricordato che l’amore guarisce oltre il tempo, oltre la mente.
Ho toccato la bellezza di un legame che va oltre la carne.
Ho sentito la presenza viva dei Maestri, dei simboli, della Grazia.
Se anche tu stai attraversando una soglia nel tuo cammino,
o senti che qualcosa di antico sta chiedendo di essere visto,